Progetto Dentro

Il laboratorio di Psicologialternativa.

Qui il pensiero prende forma attraverso riflessioni, neuroscienze, identità, relazioni, filosofia della persona e ricerca interiore.

Persona di spalle davanti a una grande vetrata luminosa, immagine di ascolto interiore e possibilità di cambiamento

Immagine autoriale

L'IO CLANDESTINO

L'Io clandestino è il nome che Psicologialternativa dà, in senso narrativo e simbolico, a quella parte di noi che continua a vivere dietro l'identità mostrata: desideri, paure, adattamenti, ferite e possibilità che spesso restano fuori dalla coscienza quotidiana.

Non è una diagnosi né una teoria scientifica: è un'immagine di lavoro, un modo di nominare ciò che agisce senza essere riconosciuto. Attorno a questa immagine ruotano gran parte delle riflessioni di questo laboratorio e il libro omonimo.

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Filoni di ricerca

Otto direzioni di lavoro.

01

Identità e Io

Chi sei quando nessuno ti guarda

Una parte dell'identità si costruisce sul consenso ricevuto. Quando quel consenso viene meno, resta la possibilità di incontrare ciò che non era in vetrina.

L'identità che nasce per adattarsi

Adattarsi è stato utile. Il punto non è rinnegare quella forma, ma capire quanto spazio occupa oggi e quanto ne lascia al resto di noi.

02

Relazioni e ripetizioni

Relazioni in cui si perde peso

Il silenzio usato come castigo è una forma di potere. Riconoscerlo permette di scegliere se restare piccoli o ritrovare il proprio spazio.

Le dinamiche che si portano con sé

Il ricatto affettivo e l'amore condizionato non si imparano: si respirano. Riconoscerli è il primo passo per non ripeterli.

03

Emozioni e memoria

Dare un nome a ciò che si sente

Un'emozione senza nome diventa umore, e poi carattere. Distinguere ciò che senti è già una forma di libertà.

Quando la memoria decide prima di noi

Il cervello costruisce associazioni e aspettative. Alcune reazioni arrivano prima del pensiero perché rispondono a una storia, non alla situazione presente.

04

Paura e cambiamento

La paura come segnale, non come limite

La paura non è un difetto: è un sistema di difesa che ha imparato troppo presto e che, riconosciuto, può essere aggiornato.

Cambiare è rimettere la storia al suo posto

Il cambiamento non cancella la tua storia: la rimette al suo posto. Restare identici, a volte, è solo un modo di restare fedeli a una ferita.

05

Ombra, Sé e orientamento junghiano

Le parti di sé che non frequentiamo

Ciò che escludiamo da noi non scompare: agisce da fuori campo, spesso attraverso ciò che ci irrita negli altri.

L'Io clandestino

L'immagine autoriale che dà il nome a questo laboratorio: ciò che continua a vivere dietro l'identità mostrata.

06

Neuroscienze e comportamento umano

Automatismi e risposta allo stress

Attaccamento, evitamento, allerta: processi osservabili che spiegano perché alcune reazioni si ripetono anche contro le nostre intenzioni.

Comprendere senza ridurre

Conoscere i meccanismi non riduce la persona al funzionamento del cervello: aggiunge uno strumento per leggere ciò che si ripete.

07

Libertà di scelta

Essere riconosciuti prima di essere capiti

Prima della comprensione viene il riconoscimento. Molte persone non chiedono soluzioni: chiedono di esistere agli occhi di qualcuno.

Quando una scelta smette di essere una reazione

La consapevolezza non garantisce risposte, ma allarga il numero di direzioni realmente disponibili.

08

Ricerca interiore

La solitudine come spazio di ascolto

Essere soli non è solo assenza. Può diventare il momento in cui si distingue ciò che davvero ci appartiene.

Fermarsi come metodo

Rallentare non è passività: è la condizione perché ciò che si ripete diventi finalmente visibile.

Richiedi un colloquio

Se una di queste riflessioni ti ha riconosciuto, possiamo parlarne.

Raccontare ciò che si sente è il primo modo per ritrovare una direzione. Il primo colloquio è conoscitivo e serve solo a capire da dove partire.

Rispondo personalmente. Nessun impegno, nessun automatismo, massima riservatezza.